Il progetto

Sail 4 Parkinson è un progetto sperimentale dedicato ai pazienti affetti da malattia di Parkinson ed ai loro accompagnatori.

Mira ad affiancare alle cure e terapie farmacologiche, una di serie di attività fisiche, cognitive e intellettuali. Parte integrante del progetto, un contesto marino e naturale spettacolare in Sardegna, quello delle coste del Sinis – Cuglieri – Montiferru. Abbiamo così creato un’esperienza costruttiva ed utile a rinforzare le difese e migliorare lo stato psicofisico di ogni paziente parkinsoniano. Durante la Sail 4 Parkinson il paziente acquisisce serenamente tecniche, conoscenze,  stimoli e motivazioni da applicare successivamente nella gestione quotidiana della sua vita.

Limolo Activities e Daniela Meloni collaborano al progetto curando la parte della barca a vela e dell’alimentazione in ambito sportivo. Sono organizzatori e partners nella Sail4PArkinson : Parkinzone Onlus e il Neurologo Dott Nicola Modugno, la regista Imogen  Kusch e la Compagnia teatrale Klesidra, la psicologa Dott.ssa Silvia della Morte, i musicisti Andrea Mieli e Didier Caria e un team di esperti con competenze in fisioterapia, assistenza pazienti, sport ma anche cucina ed alimentazione.

Giunto alla settima edizione in poco più di due anni, il progetto Sail4Parkinson si è evoluto nel tempo, affinato in metodologie e programmi e comincia ad essere fonte di risultati costanti per pazienti ed accompagnatori partecipanti, sintetizzabili in un sensibile miglioramento del loro stato di salute.

Come

Vela. 5 lezioni dedicate. Daniela Meloni, Limolo Activities e il suo team vela. 

Preparare la barca, adugliare una cima, girare la manovella di un winch, issare e ammainare vele, cazzare e lascare le scotte, chiudere e parkinsonaprire nodi, muoversi in equlibrio sulla barca. Giornate intense di mare che stimoleranno continuativamente i pazienti nella gestualità, manualità, equilibrio e concentrazione, situazioni di necessità e problem solving, rendendoli via via consapevoli di potenzialità nuove o sottovalutate, in un percorso che li porterà nel giro di una settimana, a gestire in sufficiente autonomia la barca a vela e soprattutto sè stessi.

 

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Il metodo di insegnamento utilizzato con i pazienti Parkinson è stato elaborato da Daniela Meloni, la skipper di Limolo Activites, applicando diverse varianti rispetto al metodo classico. L’osservazione delle difficoltà di movimento, i timori particolari e la diversa dinamica delle reazioni dei pazienti Parkinson ha portato ad individuare un metodo ottimale nella scomposizione in fasi e sottofasi delle azioni necessarie alle manovre. ,Ogni giorno, si comincia con una ginnastica di riscaldamento, utilizzando cime, winch e parti della barca. parkinson modugnoI pazienti sono richiamati ad operare con molta concentrazione in quanto è necessario che recuperino la loro minore rapidità utilizzando precisione e coordinamento. La barca diventa una palestra a cielo aperto e “un piccolo teatro” perchè le manovre essenziali per la navigazioni ed i ruoli a bordo vengono simulati e appresi prima di uscire dal porto. In mare aperto, tra virate e strambate, i pazienti provano tutti i ruoli, timone compreso. L’evidenza dei buoni risultati che riescono ad ottenere, in un contesto altamente energizzante come quello del mare, vento e barca, aumenta la loro autostima e li rende consapevoli di forze e capacità che erano spesso convinti di avere perso. L’ultima giornata è test di verifica, velocizzando comandi e manovre. Ognuno viene stabilizzato nel ruolo consono alle sue inclinazioni e capacità. Spesso siamo riusciti ad affidare interamente ai pazienti la conduzione della barca, mantenendo una mera funzione di controllo. Sulla scia di questo risultato e quale ulteriore verifica del lavoro svolto e del metodo utilizzato, nell’Ottobre del 2018, tre pazienti sono stati selezionati per la regata dei Legionari a Porto Rotondo che si è disputata concludendo con un ottimo risultato in classifica. (leggi il report Regata Legionari sul blog di Sinis Table

 

Il parere del medico: Dott. Nicola Modugno – Neurologo e direttore del centro Parkinson e disturbi del Movimento presso l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS).

La vela si è dimostrata un’attività sportiva che dal punto di vista fisico consente di praticare un completo programma di allenamento. Permette di sviluppare efficaci esercizi di ginnastica ai quali i pazienti sono particolarmente motivati in quanto svolti all’aria aperta con lo nicola modugno parkinsonsfondo del mare e  propedeutici alla conduzione della barca a vela.

Essi allenano il controllo motorio e la resistenza.  Imparano o re-imparano a muoversi in spazi stretti ed angusti per la loro malattia, a posizionarsi anche se non in modo comodo e/o confortevole,  adattandosi continuamente alle diverse andature della barca, anche in funzione delle diverse condizioni del mare e del vento. Riprendono così padronanza in attività manuali, semplici e complesse.

 

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Le necessità di condurre la barca a questo uso prescelta, Galatea S&S 42 piedi (mt. 12,40) , dunque di discrete dimensioni, li stimola a sviluppare una visuale di insieme, dovendosi coordinare continuamente con il timoniere e l’equipaggio. Anche il semplice salire e scendere dalla barca o i passaggi sotto il boma durante le virate e strambate sono esercizi estremamente utili a ricostituire il loro senso di equilibrio menomato dalla malattia. Le perplessità iniziali delle persone che ci riferivano di non essere mai state in barca, di aver paura a farlo anche perchè molti di loro non sapevano nuotare bene, hanno immediatamente lasciato il posto all’entusiasmo di imparare una nuova disciplina da esercitare insieme a un gruppo di persone che si deve muovere in sinergia. Tutti hanno potuto constatare come la maggior parte dei limiti che erano convinti di avere, possano essere superati.

 

Teatro: il metodo delle cinque azioni applicato ai pazienti Parkinson. Imogen Kusch, regista. 

Durante la Sail4parkinson,  lavoriamo con i pazienti con una tecnica che proviene dalla preparazione degli attori parkinson imogen kuschchiamata la tecnica delle 5 azioni. Obbiettivo di questa tecnica è stimolare i pazienti a muoversi coinvolgendo mente, corpo e spirito, e concentrandosi sulla conoscenza di se stessi. L’obiettivo è quello di trovare un equilibrio che permetta loro di vivere più esperienze possibili. Inoltre, grazie alla “simulazione teatrale” della barca i pazienti possono apprezzare ancora di più i benefici della vela e, perché no, avvicinarsi alla recitazione come forma di arteterapia.

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Il connubio vela e teatro permette ai pazienti di avere consapevolezza sia degli aspetti fisici che di quelli emotivi. In barca acquistano conoscenza e consapevolezza del movimento e delle loro potenzialità fisiche. Nella parte del teatro, spesso condotto sui temi della barca e del mare, rappresentano le dinamiche della navigazione e razionalizzano tutte le loro emozioni, che in mare sono celate dall’attività e dall’impegno.
La musica

La musica durante la Sail4Parkinson è sempre presente. una sorta di “colonna sonora live”. Andrea Mieli, sassofono e flauto traverso, sail 4 parkinson nicola modugno didier cariaDidier Caria, voce e tastiera. Suonano dando il ritmo agli esercizi con le cime, sono il sottofondo dei momenti di rilassa-zione con Imogen Kusch e del suo lavoro con le 5 azioni. Sono il mare in tempesta, il temporale, la barca che si tuffa tra le onde quando si fa a teatro e i pazienti- attori al momento, provano ad essere su una scena di Konrad. Le cene con la musica dal vivo e i pazienti che cantano con loro. Ecco, la musica nel progetto insegna il “qui e ora”. Le emozioni da non dimenticare e semmai riprodurre ancora.

 

Cuciniamo insieme e curiamo l’alimentazione corretta. Daniela Meloni e le cene di Limolo. Leonardo Marongiu Cooking Class al ristorante Hub a Macomer.

Anche l’alimentazione è particolarmente curata come aspetto del benessere della persona.  Spesso i pazienti sono sovrappeso come Sail 4 Parkinson causa riflessa della loro sintomatologia e della poca attenzione all’aspetto del mangiare corretto. Durante il progetto cerchiamo di stimolare pazienti e accompagnatori alla cultura del mangiar sano. Tutti i piatti che compongono i pasti sono a base di ingredienti locali freschi, spesso serviti con ricette tipiche sarde. Daniela per Limolo Activities cura i Light lunches e parte delle cene con il supporto della Dietologa. I light lunches sono stati impostati sperimentalmente con assenza di contenuto proteico per verificare l’assorbimento  della Levodopa nella fase pomeridiana – serale. Le cene di Limolo sono improntate al mangiare con gioia. Misurate in quantità e abbinamenti,sail 4 Parkinson Hub Macomer sono impostate per enfatizzare il gusto abbinato alla semplicità.

Leonardo Marongiu, Chef del ristorante Hub a Macomer, tiene una vera e propria Cooking Class. Pazienti e accompagnatori sono resi partecipi della preparazione della linea per la cena alla quale prenderanno parte impiattando e assaggiando ciò che avrnno preparato sotto la guida dello Chef e del suo staff. Felice epilogo di una settimana densa di attività

 

 

Il lavoro con la psicoterapeuta. Dott.ssa SIlvia Della Morte. 
Ogni giorno le diverse fasi della Sail4Parkinson sollecitatano emozioni. Il lavoro terapeutico mira a sviluppare energia di gruppo attraverso silvia della morte parkinsonmomenti di sintesi consapevole in cui la persona è aiutata sia in gruppo che individualmente a descrivere le sue emozioni e a riorganizzare per il proprio futuro nuovi schemi di vita funzionali e concreti. È stato visto come questi momenti di condivisione offrano un supporto nella gestione della sintomatologia ansioso depressiva nel Parkinson ed esercitino un ruolo importante nella possibilità di un cambiamento resiliente nei pazienti.
Varie attività, un unico progetto, tanti risultati. 

L’idea generale è di praticare tutte le attività che il luogo rende possibile sia in mare che in terra, in modo da avere un format elastico e modificabile in base alle condizioni metereologiche. In questo modo i pazienti escono dalla loro routine quotidiana e si riabituano ad avere consapevolezza di ciò che si può fare e spirito di resilienza. Abbiamo sperimentato che anche l’attività in gruppo, (i pazienti sono seguiti dal nostro team che fa “gruppo “ con loro), può aiutarli a reimparare o rinforzare la capacità di ascolto ed interazione con le altre persone.

A fianco dei progressi prodotti da ognuna delle discipline praticate, abbiamo potuto osservare che il progetto nel suo insieme ha prodotto i seguenti risultati.

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1 – Tutti hanno potuto comprendere l’importanza del condurre una vita molto attiva e ben organizzata, con impegni e obiettivi.   Hanno potuto constatare che, se inseriti in un contesto di vita organizzata e sportiva, le difficoltà che usualmente vivono, tendono a scomparire, così come le fluttuazioni motorie, le discinesie e le varie difficoltà della vita quotidiana. Allo stesso tempo hanno potuto comprendere come la loro abituale dipendenza e necessità dei farmaci venga meno nel momento in cui gli impegni e le attività si susseguono vivacizzando la vita di tutti i giorni. 2 – Tutti hanno riferito la pressochè totale scomparsa dei fenomeni ansiosi e depressivi, dei disturbi del sonno e della fastidiosa sensazione di astenia che generalmente caratterizzava la loro vita fino a prima della manifestazione. 3 – Ogni paziente sviluppa in pochi giorni una maggiore autostima, il desiderio di superare i propri limiti e la ricomparsa di molti sentimenti dimenticati, quali l’allegria, l’entusiasmo, una maggiore socievolezza. Successivamente ed anche improvvisamente si verificano spesso miglioramenti sorprendenti di molte performance motorie. Dott. Nicola Modugno, Medico Neurologo

un ringraziamento particolare per le immagini al fotografo Vittorio Andretta Sail 4 Parkinson Vittorio Vik Parky

 

 

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sail4parkinson gruppo