Into the wild woman

Into the Wild Woman è uno dei nostri programmi dedicati. Un percorso ideato per donne e condotto da una figura esperta del nostro team (la Dottoressa Silvia della Morte, psicoterapeuta esperta in dinamiche di gruppo). 5 giorni di avventura tutto al femminile per ritrovare la propria armonia interiore attraverso l’energia della Natura. Un’esperienza di condivisione e gruppalità in un ambiente “wild” in cui la donna può riconnettersi con il suo io primitivo, incontaminato e sensibile. Attraverso la navigazione in barca a vela e le sue metafore. Attivazioni bioenergetiche e input sensoriali nel qui e ora. Tutte azioni che portano  verso un empowerment e armonia del sé.

Il Progetto

IL Progetto nasce da un’idea della psicoterapeuta Silvia Della Morte, che da sempre nella sua professione, ha seguito l’interesse per l’universo femminile nelle sue diverse sfaccettature, anche conducendo seminari e gruppi sul tema,. Dopo aver subìto il fascino del Sinis ed averne ricevuto personalmente l’energia,  ha così deciso di accompagnare un gruppo di donne in questa terra. L’obiettivo del progetto è accompagnare le partecipanti in un viaggio che ha inizio con l’allontanamento dalle zone di comfort (salpare), e attraverso il contatto pieno con le proprie potenzialità, permettere di “orientare le vele per approdare a nuovi lidi abbandonando vecchie zavorre”.

Utilizzando il potenziale energetico naturale dei luoghi ha messo a punto un percorso che, con l’uso della metafora, produca nelle partecipanti, un vero cambiamento attraverso la connessione con l’io primitivo e il potere della condivisione, nella ricchezza dello stare insieme verso la scoperta delle peculiarità di ognuna. Il mettersi in gioco nelle diverse attivazioni proposte permette alle partecipanti di crescere nella propria consapevolezza. L’idea sottostante è che, nell’ottica di salutogenesi,  l’educazione al ben-essere e al gustare il bello del sé e del creato, producano grandi e durevoli effetti sulla persona.

Perché “wild”, perché nel Sinis

La natura riflette nella sua bellezza, armonia, semplicità e forza, l’aspetto più intimo della donna che può riscoprire e riprendersi, proprio nel selvaggio, quegli aspetti più propri che ne connotano l’indole. In questo contesto la donna può riconnettersi al suo io più primitivo ristabilendone l’equilibrio naturale.

La zona del Sinis è particolarmente adatta a fare questo, perchè è selvaggia e allo stesso tempo facile da raggiungere: mare meraviglioso e brezza perfetta per la vela. È altresì ricca di storia, siti archeologici e tradizioni, scorci mozzafiato e tramonti emozionanti.

Nell’immaginario collettivo si attribuisce all’isola un potere di separazione e allontanamento dalle zone note. Nel Sinis la natura generosa offre scenari che attraverso la loro suggestiva bellezza e potenza si prestano a lavori di riattivazione sensoriale. Il mare, il vento, le scogliere, le montagne, i colori e i profumi sono fonti di inesauribile energia catartica. L’ideale per fermarsi e fare spazi nuovi al proprio essere. Alla presenza del paesaggio si unisce la sensibilità e l’ospitalità generosa delle persone dello staff, che insieme a me danno vita al progetto e si adoperano con passione alla messa a punto di ogni particolare con grande professionali.

Perchè al femminile?

Il ritmo frenetico della vita coinvolge tutti gli individui in delicati giochi di trasformismo nei diversi ruoli e impegni all’interno della società. La donna in particolare come lavoratrice, madre, figlia, moglie o amica, è sottoposta a fatiche, compiti e responsabilità che spesso risentono delle urgenze dettate dai tempi odierni. Ne consegue una frammentazione del sé a discapito dell’integrazione armonica di cui la donna è capace.

Il progetto è un invito a fare “una pausa”, a regalarsi un tempo per sé, ad allentare le tensioni accumulate e rivedere il proprio stile di vita rinforzandolo nei punti di maggiore debolezza. E’ un’occasione per imparare a riconoscere e celebrare i propri punti di forza. Un tempo per imparare a volersi bene partendo dalle proprie risorse ed aspirazioni. Il progetto mira quindi a riattivare la consapevolezza delle potenzialità sopite e a un risveglio del sé.

Come

Come Il territorio, anche le professionalità e le strutture a disposizione consentono di lavorare con una molteplicità di interventi in linea con l’obiettivo del progetto. Con la collaborazione della ASD Limolo Activities, le partecipanti saranno impegnate nell’esperienza di far navigare una barca a vela  Sparkman&Stephens degli anni ’70 portata dalla skipper Daniela Meloni che a terra cura anche la parte del cibo.

In cucina infatti le guiderà nell’utilizzo sapiente dei prodotti della terra di Sardegna, partecipando alla preparazione e comprensione die piatti nel loro percorso di cura del sè.

Saranno accompagnate da una guida escursionistica tra scogliere e  panorami e straordinari, contrasti di luci e colori dove poter al meglio utilizzare le diverse metafore proposte. Si cimenteranno a pagaiare sull’acqua in piedi o sedute sul SUP, verranno condotte da un’insegnante di Pilates ad orientare e a stimolare la propriocezione per sciogliere i blocchi nel corpo.

Feedback

Le partecipanti hanno dato feedback di grande positività registrati con follow up successivo. Un dato rilevante consiste nel fatto che il cambiamento innescato dal progetto si sia mantenuto nel tempo. Alcune di loro hanno raccontato così la loro esperienza:
“…Ho potuto percepire come il viaggio wild abbia in realtà seguito un filo conduttore molto sottile ma forte, dove il lavoro di preparazione del percorso e l’attenzione a tutte noi ha permesso di lasciarmi andare sempre di più…”

“…Le esperienze in barca e sul SUP sono state molto formative, in modo indiretto mi hanno insegnato molto e fatto scoprire alcuni aspetti di me noti ma spesso ignorati o volutamente non ascoltati…”

“…E poi il Pilates. Elena è stata una presenza gentile. Da vera ballerina è entrata in punta di piedi tra noi spiegandoci con competenza il lavoro da fare. Mi ha fatto avere consapevolezza di alcuni movimenti, di una postura rigida, di ricordare fisicamente di essere e di avere un corpo con il quale dialogare sempre…”

“…un pizzico di sana follia mi hanno spinta a dire si alla tua proposta ed ero più che certa che la fiducia fosse ben riposta ed investita e che questi cinque giorni sarebbero stati belli ma di certo mai ne avrei immaginato l’intensità, la forza, la commovente bellezza!… in questi cinque giorni mi si sono svelati molti significati!…”

“…Mi hanno aiutata tanto il contatto con la natura, le scelte coraggiose delle mie compagne di viaggio, la metafora, la semplicità del luogo e delle persone che lo abitano, lo “sporcarsi le mani” e gli spazi di silenzio. …”