Coch Y Bondhu è una “Signora del mare” con più di 80 anni per niente stanca di navigare. Piuttosto vuole varcare l’Oceano per il Guidone dello Yacht Club di Rimini alla prossima Panerai Transat Classique3000 miglia in Atlantico, in partenza da Lanzarote il prossimo 8 Gennaio.Panerai transat

Mi piace riportare questa notizia dall’articolo di Paolo Maccione apparso su www.barchedepocaeclassiche.it  qualche giorno fa.   Al momento non sappiamo se ci saranno altre barche italiane ma comunque una notizia entusiasmante per chi, come me, ammira la navigazione senza tempo di queste barche, ancora capaci di grandi imprese.

Varata nel  1936, lunghezza mt. 15, fasciame di legno di iroko su ossatura in rovere. Si presenta attualmente con armo a ketch bermudiano. Originariamente Coch Y Bondu era un Cutter bermudiano nel disegno di  Rodney Paul. La modificò Laurent Giles nel 1967, introducendo anche la poppa a specchio in luogo della precedente a canoa.

Porta con sé una storia nautica gloriosa. Partecipò all’operazione Dynamo negli anni’40, durante la seconda guerra mondiale, per rimpatriare i soldati Inglesi bloccati sulle spiaggia francese di  Dunkerque. Tra i suoi armatori anche Lord Astor, proprietario del Times.

coch y bundhu panerai transatVanta un palmarès di vittorie in regate importanti, soprattutto in Adriatico, tra cui una vittoria di classe  in tempo reale nel 2010 alla Barcolana Classic .  Al comando il suo armatore, Paolo Zangheri  e un equipaggio di veterani  della vela tutti romagnoli, tra cui Renato Tartarini, Ivano Brolli, Claudio Magrini.  Ricambierà tutte le cure che le sono state destinate in tutti questi anni (premio per il miglior restauro Barcolana Classic 2009 e Mare Maggio Venezia 2010). Già toccando 9 nodi di velocità, sull’Aliseo Portoghese, navigando verso Lanzarote, promette di dare battaglia alle sue avversarie.

Il suo nome Coch Y Bondu,  in gaelico significa “Libellula” e con questa leggerezza la vogliamo  immaginare in navigazione sull’Atlantico verso il traguardo a St. Kitts.

Vedi l’articolo integrale di Paolo Maccione  su www.barchedepocaeclassiche.it